L’ Albatro
Prendono spesso i marinai per gioco
Albatri, grandi uccelli marini,
che indolenti compagni di viaggio
seguono il bastimento mentre scivola
Sopra gli abissi amari.
Appena posti sulla tolda, questi re dell'azzurro
ora maldestri e vergognosi lasciano
penosamente trascinarsi ai fianchi
le grandi ali bianche come remi.
L'alato viaggiatore, com'è goffo
e fiacco! Lui, poc'anzi così bello,
com'è comico e insulso! Uno gli stuzzica
Il becco con la pipa, un altro mima
zoppicando l'infermo che volava!
Il Poeta assomiglia a questo principe
dei nembi, che frequenta la tempesta
e ride dell'arciere; a lui, esiliato
sulla terra, fra gli schiamazzi, le ali
da gigante impediscono il cammino.
( Baudelaire )
Il viaggio è del sognatore: indugiando, si muove tra scoscesi pendii, seguendo il sentiero a lui noto. Il suo cammino ha inizio come fuga; veloce si desta il disio di scappare, ricercare il Nuovo, l’ ignoto. Lo accompagna una vaga spensieratezza; si muove sonnambulo, lasciandosi condurre, leale lungo il Pensiero.
Questa è la sua dote: l’ umiltà di cui si avvale per conoscere e sapere.
Se prima calpesta la terra ora è preso da oblio e lo guida la mente; questo è il piacere che prova, un viaggio che termina nell’ inconscio, in tutto simile al Sogno.
Il viaggio è del romantico, che scivola sui Sentimenti, candido nel cuore, ad un tempo amato ed amante. Colui che impetuoso riversa fiducia nella Vita, che propone Amori sobri e passioni, desideri ebbri, colorati e presuntuosi.
Il romantico viaggia, spinto da dolci inviti, innamorato dei profumi e sapori di questo sentiero, che percorre voglioso.
Invaghendosi della Bellezza, il suo viaggio comincia; si compiace di molte cose ancora, si innamora delle parole altrui; culmina nell’amore per sé stesso. Così si dice che faccia sue ad un tempo razionalità ed irrazionalità: la causa del viaggio per lui è una brama, che urta i margini del Reale, e nell’amare gli altri ha fine di amare sé stesso.
Condizione del viaggio, ancora, è la curiosità; il tendere all’ ignoto del veggente ne è esempio.
Nelle domande del veggente si trovano percorsi tortuosi che insinuano una sola consapevolezza: il tempo non aspetta nessuno. Il viaggio è un discusso labirinto, levigato da continue ipotesi, che si districa in un’insonne solitudine; vaga il viandante nell’ impreciso, incorniciando dubbi, ascoltando Voci.
Il piacere del traballante cammino è lo stare in bilico, in punta di piedi, calibrando i passi, le movenze su di un infermo filo.
Viaggiare è ricercare traendo sospiri, cogliendo il dissimile, è abbandonare il proprio giudizio accettando l’altrui. Il piacere del viaggio sta nel descriverlo; il buon viaggiatore diventa pian piano poeta.
Del poeta il viaggio è complicato; molte volte egli inciampa. Il suo errare tende in direzioni opposte: azzarda il destino avanzando audace, ma si volta al passato pensoso; compaiono sul volto le prime rughe. Molte volte si confronta con specchi: ricuce parole in versi mentre cammina. Conforto trae dal rammendare i suoi errori.
Se pare superbo nelle sue affermazioni, nelle sue fiabesche poesie, nei suoi ineffabili versi, è forse l’ unico che lungo il viaggio assapora e comprende il valore del Tempo. Non lo sfugge, non lo inganna, si concede nel percorso di invecchiare: anche nella più grandiosa ricerca vi è nobile umiltà.
Il viaggio è un sogno, un amore, un’aspettativa, un errore: è un pensiero condiviso, un
solitario sospiro.
Carolina Mostert





