domenica, 11 maggio 2008
Perché non boicottare le olimpiadi? Beh, è una bella domanda. Perché assistere ad un’enorme e secolare manifestazione sportiva in un Paese che dimostra di non avere alcun rispetto per i diritti umani?
Fin da tempo memorabile i padri greci idearono un metodo di confronto per tutto il mondo a loro avviso degno di chiamarsi tale (la Grecia).
Allora le comunicazioni erano molto difficili; ore o giorni di cammino dividevano città da città e i dialetti del nord non erano assimilabili a quelli del sud se non per ceppo d’origine. Però persino loro, così tanto tempo fa, avevano già capito quanto realmente fosse importante, in quella brutalità di spade e rivolte che li circondava, l’ipocrisia di un momento di pausa, un momento in cui lo spartano, l’ateniese, il tebano venivano a spogliarsi delle loro differenze e a vestire i panni di atleti.
Le repressioni erano frequenti, le guerre addirittura più sanguinose delle nostre e più brutali, e spesso il vincitore deteneva diritto di vita e di morte sul vinto.
Ma questo non andava ad intaccare quel periodo di stacco che per un mese ogni quattro anni tutti i greci si prendevano per un sogno di pace. Le olimpiadi duravano un mese; per quel mese tutti i combattimenti dovevano essere sospesi, e questo avveniva anche nel mese precedente e successivo, per permettere agli atleti di raggiungere e lasciare poi Olimpia, senza il rischio di rimanere vittime di trappole e agguati.
Non credo sia poi così assurdo definire il mondo di 2000 anni fa un mondo più barbaro di quello d’oggi. E’ quindi possibile che oggi non si capisca l’importanza di salvaguardare uno dei pochi avvenimenti, forse l’unico, che rende sullo stesso piano l’albanese, lo statunitense e l’etiope?
Quando stai sudando nella concentrazione che la tua disciplina impone, quando pensi che ti stai giocando lo sforzo di una vita in pochi secondi, la politica finisce dimenticata negli spogliatoi, deve finire dimenticata.
Quello che il governo cinese sta imponendo ai monaci tibetani è ciò che di più deplorevole possa esistere, ma ci sono eventi in cui bisogna essere in grado di contestualizzare gli ideali. Non è quella delle olimpiadi la sede in cui si deve discutere di determinate problematiche, o ne perderemo l’anima che ogni volta, da qui alle remote giornate dell’antichità, accende quella fiaccola che porta sport ed uguaglianza nel mondo, nonostante tutto.
Perché non si può pretendere di svuotare il mare con un cucchiaino da caffé: non si tratta di far prevalere i capricci di un bambino su quelli di un altro; in ballo ci sono le libertà fondamentali di un popolo. La Cina già da tempo si è inserita nel panorama politico ed economico mondiale con il ruolo di superpotenza e sarebbe ingenuo – oltre che dannoso e perfettamente inutile – pensare che il semplice boicottaggio di un evento, anche se di portata internazionale, possa intaccare il sistema di questo Paese a tal punto da indurlo a rivedere il proprio atteggiamento nei confronti del Tibet. Non è con ripicche infantili che si può sperare di cambiare veramente le cose: serve un intervento deciso da parte delle Nazioni Unite che sia in grado, anche per mezzo di pesanti sanzioni, di portare la Cina nel XXI secolo anche in materia di diritti umani e non solo in campo tecnologico. Questo è ciò che si dovrebbe realmente fare, invece che nascondere la propria incapacità di reagire dietro la bandiera della falsa lotta ideologica. E poi, perché mandare all’aria gli allenamenti di centinaia di atleti, che con impegno si sono preparati a dare il meglio di sé in questa manifestazione? Nell’antichità in occasione delle Olimpiadi i vari popoli della Grecia seppellivano l’ascia di guerra e si godevano lo spettacolo: sarebbe opportuno che anche i potenti di oggi imparassero a non ridurre tutto – persino questioni di estrema importanza – ad un fenomeno politico-mediatico facendo ricorso ad inutili mobilitazioni di massa; che imparassero a risolvere i problemi nei modi e nei luoghi adeguati; che si decidessero a mostrare al colosso cinese che i tempi sono cambiati, anche per lui.
 
Davide Biagioni  
Cristina Montagnini
postato da: MemoTheWaves alle ore 15:34 | Permalink | commenti
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