Frastagliati erano i contorni del cielo che veniva riempito da un dardeggiante bagliore vermiglio. Scompariva nel mare il sole caldo al dilagare delle tenebre.
Tornavano sul far della sera alle loro case i villeggianti soddisfatti della giornata trascorsa con i piedi immersi nella sabbia. Si muovevano in direzioni opposte come tanti piccoli insetti nelle viuzze del paese. Tra di loro camminava anche un vecchio di bassa statura, un vecchio che non possedeva nulla di troppo particolare per essere descritto. Quando tramontava il sole usciva dalla sua dimora con in mano una leggera poltroncina di vimini e tenendo sotto braccio alcune tele. Disponeva sui cavalletti i dipinti lungo la via principale e li lasciava lì in modo che tutti potessero ammirare ciò che la sua fantasia aveva prodotto. Mentre entrava al solito bar per gustarsi un caffè.
Intanto il paese si animava; veniva messa in funzione la giostra per bambini e una piacevole canzoncina popolare si spandeva nell'aria bluastra; i vacanzieri, saturi dopo una lauta cena, camminavano avanti e indietro sul lungomare, alla ricerca di aria colma di iodio; l'intero paese brulicava di persone di tutte le età. I suoi quadri, però, non venivano degnati di sguardi intensi, nessuno si fermava per domandarne il prezzo, nessuno voleva portarseli a casa. Eppure il vecchio non si tormentava per questo. Non desiderava la gloria e la fama, non voleva essere ricco, non anelava il riconoscimento della sua bravura. Non era bravo. Lo sapeva. Tuttavia era da quarant'anni che andava avanti per quella strada perchè gli piaceva stare ore davanti ad un paesaggio e pensare, lasciandosi trasportare dalle sue elucubrazioni lontane dalla realtà, sulla soglia della follia. Non era pazzo, era semplicemente illuso. Un illuso che non ha mai conosciuto la noia e che ha sempre trovato la felicità. Una gioia irreale, ma pur sempre gioia. Egli l'ha scovata laggiù dopo il pontile, tuffandosi in mare, nuotando vicino alla costa e arrivando in una grotta deserta, conosciuta solo dagli amanti durante l'estate. Un giorno ha trovato una conchiglia, l'ha appoggiata vicino all'orecchio e ha sentito i flutti del Mediterraneo. Ha capito che i veri beffati dalla storia sono coloro che credono di poter trovare la completezza nei successi lavorativi o nelle grandi passioni amorose. Lui, per tutta la vita, ha guardato con occhio vigile la realtà, senza trasformare il futuro in cascate d'oro o ritoccare un passato non troppo brillante. Solamente colpevole di un'illusione chiamata presente. Ha vissuto senza pensare al futuro o al passato: ed è felice. Non avrà governato un paese, non si sarà arricchito, non avrà avuto una famiglia numerosa, ma ha fatto la più grande scoperta che possa esserci: ha trovato il segreto per stare bene con se stesso.
E così alla fine della stagione, quando carovane di villeggianti sgomberavano le spiagge, il vecchio si è recato di nuovo sul pontile, come quarant'anni prima, come tutti i giorni della sua esistenza. Ha percorso una piccola rampa di scalette per arrivare alla spiaggia. Si è seduto sulla sabbia, non più con l'agilità di una volta. Si è sporcato un poco i calzoni inzuppandoli con l'acqua salata del mare. Ha guardato lo spazio intorno a sé, ha abbracciato le sue ginocchia e ha chiuso gli occhi con un sorriso d'ambrosia sulle labbra.
Ilaria Del Boca
postato da: MemoTheWaves alle ore 16:07 | Permalink | commenti
categoria:racconto, maggio 2008, del boca
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