È da poco passata la mezzanotte, la lancetta del mio orologio segna che è ormai il 15 aprile, ma io non riesco a dormire. Il Popolo delle Libertà ha vinto le elezioni. Berlusconi è Presidente. Di nuovo. Ed io non riesco proprio a dormire. È ormai qualcosa come 5 anni che mi interesso di politica, leggo qualche giornale, ne parlo a cena con i miei (non sempre, sennò sai che famiglia noiosa…) e ammetto, anzi giuro, che in questi 5 anni politica ha voluto dire Berlusconi. Di qualunque argomento parlassimo, questo nome spuntava fuori, inesorabile, imbattibile. Berlusconi c’era, c’è e, a quanto pare, ci sarà. Ed io non riesco a dormire. Non certo a causa di un mio folle odio per gli ideali della “destra”, che non condivido ma che rispetto. Né tanto meno per un folle amore nei confronti di Veltroni e compari. Neppure perché credo che invece Ferrara sia una persona seria. Mi viene in mente un passo di un libro che sto leggendo in questi giorni, “Gomorra” di Roberto Saviano (che peraltro consiglio vivamente al mondo intero) che dice così :
Perché crepare di depressione cercando un lavoro che fa boccheggiare, perché finire in un part-time a rispondere al telefono? Diventare imprenditore. Ma vero. Capace di commerciare con tutto e di fare affari anche col nulla. Essere il centro di ogni azione, il centro del potere. Usare tutto come mezzo e se stessi come fine. Chi dice che è amorale, che non può esserci vita senza etica, che l’economia possiede dei limiti e delle regole da seguire, è soltanto colui che non è riuscito a comandare, che è stato sconfitto dal mercato. L’etica è il limite del perdente, la protezione dello sconfitto, la giustificazione morale per coloro che non sono riusciti a giocarsi tutto e vincere ogni cosa. La legge ha i suoi codici stabiliti, ma la giustizia è altro. La giustizia è un principio astratto che coinvolge tutti, passibile a seconda di come lo si interpreta di assolvere o condannare ogni essere umano(…) Giustizia e ingiustizia hanno un significato solo se considerate nel concreto. Di vittoria o sconfitta, di atto fatto o subito.
Con questa citazione non voglio certo insinuare nulla né accusare nessuno di essere un camorrista, ma invece far capire che ciò che forse più mi rivolta le budella, ciò che mi annebbia la mente, che mi arrossa gli occhi e che mi fa star male, è questa distorsione del senso di giustizia e onestà, l’abbandono del principio universale, per rifarsi invece alla legge di natura di Hobbes e Locke, che a mio parere non è tanto elogiata da nessuno dei due: legge del più forte, portatrice di guerra e sofferenza, ed eliminabile solamente con la creazione dello Stato Civile, fatto di una sola legge ed una sola giustizia, uguale per tutti e che difende tutti. Ritornando con i piedi per terra, sto per dire una cosa di cui certo non mi pentirò mai, che ho bisogno di dire, e , perdonatemi e compatitemi, non riesco più a tenere dentro di me; ciò che tanto mi preme è semplicemente questo: persone come Silvio Berlusconi (ed uso lui non per le idee politiche che incarna, non fraintendetemi, ma per gli ideali che non incarna, e perché è forse l’esempio più lampante), persone come lui, insomma, della giustizia se ne strabattono da sempre e per sempre lo faranno. Persone imputate per crimini dei più svariati e coloriti, come tangenti alla Guardia di Finanza, ai giudici, fondi neri in compravendita di società e immobili, falso in bilancio, mafia e riciclaggio di denaro sporco solo per citarne alcuni…E poi bugie, bugie e ancora bugie. Di fronte ad un tale scempio, ad un tale menefreghismo, ad una tale presunzione da parte di quasi tutta la nostra classe politica, di destra o di sinistra che sia e, da ieri, anche del nostro Presidente del Consiglio, io non posso tacere, non posso non costernarmi e non urlare allo scandalo. Non so, forse esagero, forse preso da sgomento per l’ennesima sconfitta elettorale da parte di quello che mi piace chiamare “il male minore”, questa Sinistra scoordinata, scardinata, voltagabbana, unita e divisissima, insomma di fronte a tutto ciò ho potuto parlare con una scusa; ma non è così, cari ragazzi. Io non scrivo per gridare al mondo che sono di sinistra e ne vado fiero, né che sono un comunista mangiabambini (particolarmente buoni con un po’ di sugo, se posso consigliare), ma perché di fronte alla giustizia scuse non ci sono, perché il giusto e l’ingiusto sono e devono rimanere due sensi inattaccabili da alcuno, perché l’onestà e l’amore per questa, al giorno d’oggi, sono, temo, una delle poche cose vere ed autentiche che ci rimangono. E se poi a cambiare la legge ci vanno quelli fuorilegge, beh, allora siamo proprio nei guai.
P.S. Ringrazio vivamente la classe 3 γ per avermi ispirato nella scelta del titolo di questo articolo, e per non avermi fatto causa per plagioJ
Ludovico Astengo
postato da: MemoTheWaves alle ore 16:05 | Permalink | commenti
categoria:varie, maggio 2008, astengo
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